|
5 novembre 2006 Requiem di Mozart: serata memorabile nel Duomo di Sassuolo Per la corale Giacomo Puccini di Sassuolo quella di sabato scorso resterà scolpita nella memoria come una delle serate più intense e suggestive dei suoi ottant'anni di attività. Nel Duomo, già esaurito un'ora prima dell'inizio del concerto, il coro, l'orchestra Filarmonica Emiliana, i solisti Won-Mi Jung, Francesca Provvisionato, Claudio Barbieri e Paolo Battaglia si sono esibiti nel Requiem in re minore K626 di Wolfang Amadeus Mozart, fra le più struggenti e ispirate pagine sacre della storia della musica. L'aurea di mistero che avvolge la creazione del Requiem nasce dal fatto che fu commissionata da uno sconosciuto (in realtà un emissario del conte Walsagg, che acquistava da professionisti opere che spacciava per proprie) e, narra la leggenda, che rimase incompiuto perché il maestro fu avvelenato dal rivale Salieri. L'amico e discepolo Sussmayer completò la partitura sugli schizzi e appunti di Mozart, che seppe riversare nel suo Requiem una professione di fede e di umanità rassegnata, ma piena di speranza, la stessa che si è percepita tra le navate del tempio sassolese grazie all'emozionante, energica e vibrante direzione di Francesco Saguatti, che ha saputo guidare i cantori sassolesi, assolutamente straordinari, i solisti e gli strumentisti, in una unità di intenzioni e sincronismi quasi perfetti. E' opportuno rimarcare come queste persone unite solamente dalla voglia di cantare insieme, trascorrano due sere settimanali nello studio appassionato del canto, con il solo scopo di vedere premiata, con l'apprezzamento del pubblico, l'intenzione di trasmettere emozioni: l'applauso interminabile tributato loro sabato sera è la conferma che l'obiettivo è stato ampiamente raggiunto. Home Page |