MODENA
21 dicembre 2004

Note francesi per la Puccini
Ottima prova della corale all'appuntamento prenatalizio
Claudia Paparella

Una nuova tappa nella riscoperta del repertorio francese che conferisce alla Corale Puccini di Sassuolo tutti i meriti di ampliare la propria formazione senza trovate sporadiche, ma con intelligenza.
Il consueto concerto di Natale ha visto la compagine diretta dal maestro Francesco Saguatti scegliere a fulcro di un ampio programma, l'Oratorio de Noel di Charles Camille Saint Saens, opera della gioventł, composta un anno dopo la nomina ad organista della chiesa de la Madeleine. Ai francesi Faurč e Widor era dedicata anche l'apertura del concerto che si č fatto ascoltare con emozione, conservando un potere suggestivo anche per i meno sensibili alla misticitą del periodo.
I fraseggi misurati, le stupende melodie che si compiacciono di trasparenze, gli attacchi curatissimi, la dolcezza squisita delle voci femminili, la placida sontuositą delle voci piene sono la griffe di Saguatti. Che sul podio dell'Orchestra Jupiter di Mirandola fa, se possibile, anche meglio.
Non ci ripetiamo, ma la Jupiter č una bella realtą che nulla ha da invidiare ad altre formazioni nč per repertorio nč per alternative di dinamica, spessore e colore, con solisti in grado di offrire momenti musicali altissimi, come l'arpista Emanuela Degli Esposti nel Benedictus dell'Oratorio.
L'emissione facile e scorrevole, la tenuta dell'intonazione, l'equilibrio fra le sezioni, e fra volume orchestrale e compagine corale non hanno mostrato una crepa. Anche se la lettura della traduzione dal latino delle parti dell'Oratorio non ne ha favorito la naturale conseguenza musicale gią non spontanea nei testi, pił evocativi che narrativi.
Se fossimo costretti a scegliere, i momenti migliori sono stati il Prelude, il coro "Quare fremuerunt" e il trio seguente che ha valorizzato le voci soliste: il soprano Maria Loreta Di Micco, il mezzosoprano Raffaella Vianello, il contralto Milena Pericoli, il tenore Claudio Barbieri e il baritono Maurizio Amadori.
Prova del consueto professionismo dell'organista modenese Stefano Pellini.
Immancabile medley natalizio e finale con l'Hallalujah di Haendel per un successo meritatissimo e applauditissimo.



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