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CULTURA SPETTACOLI
martedì 19 dicembre 2000, S. Fausta
LA RECENSIONE
Corale Puccini, concerto da 10 e lode
MODENA. Nel marasma di concerti benaugurali, quello ascoltato domenica in San Pietro dalla Corale Puccini e
dall'orchestra Camerata Musicale Padana sarà ricordato per l'arguzia nelle scelte, la varietà di proposte,
il ricco e pregevole taglio stilistico di una esibizione priva di ombre.
Dunque anzitutto la sua completezza: dal rispetto della religiosità al tema della Natività come esso è stato
riletto dai compositori del passato, della nostra contemporaneità e di tutti i tempi, nel caso del sommo Bach
di cui ricorre per l'appunto il 250esimo della morte. Ben inteso senza opportunismi di calendario ma con
adeguato approfondimento del repertorio che i coristi sassolesi hanno affinato con passione e con gusto,
partecipazione e sobrietà nel porgere linee di canto, come quelle delle pagine scelte dall'Oratorio di
Natale e della Messa in Si minore. Ed ad ogni appuntamento decembrino, la formazione diretta dal maestro
Francesco Saguatti si rinnova nelle prospettive musicali, dimostrando curiosità, ricerca, voglia di
sperimentare i confini della propria abilità, delle risorse tecniche e della sedimentata esperienza
con una duttilità che meraviglia e che non può prescindere dalla sua guida, dal direttore Saguatti
appunto. Gestualità affatto convenzionale la sua, coinvolgente controllo dell'insieme, tensione continua
nell'avvincere ad un unico buon fine orchestra e coro e nell'alleggerire un autentico programmone di
quasi 3 ore di musica alternando a Bach le brillanti suites di Natale, come proponendo l'Ave Maria
di Bettinelli o riscoprendo il Poulenc nel rarefatto e quasi claustrale "O magnum mysterium". Infine
condividendo successo e fatica con il bravo Stefano Pellini all'organo fra l'altro per la impervia
"Toccata e fuga in re minore" e con il violinista Paolo Ghidoni solista autorevole del Concerto per violino
e orchestra in mi maggiore ed infine con il mezzosoprano Raffaella Vianello una specialista de repertorio
sacro. Una serata che qualche mecenate non dovrebbe lasciare dispersa, replicando chissà il successo
discografico del "Requiem" pucciniano di due anni fa.(c.p.)
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